La Coppa del Mondo FIFA ha catturato l'attenzione degli appassionati di calcio di tutto il mondo. Forse l'unica cosa in grado di suscitare ancora più entusiasmo, in questo momento, sono le opportunità di efficienza, innovazione e crescita create dall'economia dell'intelligenza artificiale.
L'entusiasmo iniziale della fase di hype dell'AI, tuttavia, sta lasciando spazio a una valutazione più ponderata di questa tecnologia rivoluzionaria come fattore abilitante per il business. In altre parole, l'AI sta entrando nella sua fase commerciale.
Fiducia nell'AI
Nel corso della nostra call sull'ISG Index™ del secondo trimestre 2026 (2Q26) della scorsa settimana, abbiamo presentato una nuova analisi sul livello di fiducia nell'AI, condotta nell'ambito del nostro ISG AI Index™, l'indicatore di riferimento del settore che abbiamo lanciato lo scorso trimestre per monitorare l'impatto economico dell'AI sul mercato dei servizi tecnologici e dei servizi alle imprese.
La nostra analisi dei commenti dei dirigenti aziendali ha rilevato che oggi i leader d'impresa dedicano più tempo a temi quali governance dell'AI, ritorno sugli investimenti (ROI), modelli di pricing, esecuzione e risultati di business misurabili. Ad esempio, i riferimenti a governance e gestione del rischio sono aumentati di 400 punti base rispetto allo scorso anno. In sintesi, la conversazione si è spostata dall'innovazione dell'AI alla sua esecuzione e alla creazione di valore.
Il nostro ISG Index mostra che gli investimenti nelle infrastrutture AI continuano a dominare la spesa tecnologica e a trainare la crescita complessiva del mercato globale. Nell'ultimo trimestre, la spesa per l'Infrastructure as a Service (IaaS) è aumentata di un impressionante 78%. Sebbene la domanda delle imprese rimanga elevata, è importante sottolineare che una parte significativa della crescita dell'IaaS è trainata da un numero relativamente ristretto di aziende leader nel campo dell'AI, come OpenAI e Anthropic, che stanno investendo enormi risorse nella capacità di calcolo necessaria a supportare i propri modelli di intelligenza artificiale. I grandi hyperscaler, naturalmente, continuano a costruire nuovi data center per soddisfare questa domanda.
L'impatto dell'AI sui Managed Services
La domanda di AI non sta influenzando soltanto il settore del cloud computing, ma anche quello dei tradizionali servizi gestiti. Le imprese continuano a investire nei managed services, sebbene con un ritmo più contenuto rispetto ai servizi cloud. Ciò che sta cambiando è dove le aziende investono e il modo in cui i provider competono.
Le attività tradizionalmente ad alta intensità di lavoro, in particolare lo sviluppo e la manutenzione delle applicazioni (ADM) e l'ingegneria fortemente orientata al software, continuano a subire la pressione esercitata dall'AI. Parallelamente, cresce la domanda di trasformazione dei processi aziendali, servizi specifici per settore e progetti integrati di maggiore portata. L'intelligenza artificiale sta iniziando a ridefinire le aree in cui le imprese scelgono di destinare i propri investimenti nei managed services.
Per quanto riguarda i provider, osserviamo che oggi competono all'interno di un ecosistema molto più ampio rispetto a pochi anni fa. Global Capability Center (GCC), team interni dedicati all'AI, piattaforme software e automazione si contendono attività che in passato sarebbero state affidate quasi esclusivamente ai tradizionali fornitori di outsourcing. Questo rende il mercato più competitivo, ma crea anche nuove opportunità per i provider in grado di distinguersi attraverso competenze specialistiche, rapidità di esecuzione e risultati di business misurabili.
Anche le dinamiche economiche del mercato dei managed services continuano a evolversi. Le imprese chiedono ai provider di ridurre i costi operativi di lungo periodo accelerando al contempo il raggiungimento dei risultati di business. Ciò sta determinando una pressione al ribasso sui prezzi e una trasformazione dei modelli commerciali, con contratti di durata più estesa e una quota crescente di interventi di trasformazione finanziati direttamente dai provider e incorporati nei contratti. L'AI rappresenta certamente una parte importante di questo scenario, ma altrettanto rilevante è l'evoluzione del modello commerciale stesso.
Una delle conclusioni più interessanti emerse dall'ultima edizione dell'ISG AI Index è che il mercato non si interroga più sul fatto che l'AI generi o meno valore. Oggi, ciascun segmento dei servizi viene valutato sulla base di un diverso criterio di prova:
- Le infrastrutture devono dimostrare un ritorno sugli investimenti rispetto a livelli di spesa in capitale senza precedenti.
- Il software deve dimostrare la capacità di generare una monetizzazione sostenibile nel lungo periodo.
- I managed services devono dimostrare che l'AI può reinventare radicalmente il modello di erogazione dei servizi mantenendo al tempo stesso un'economia del business sostenibile e attrattiva.
I provider che comprenderanno dove si sta spostando la creazione di valore e sapranno adattare di conseguenza i propri modelli di business saranno quelli che guideranno la prossima fase dell'economia dell'AI.
Un nuovo perimetro non significa necessariamente nuova domanda
Un'altra tendenza che stiamo osservando è la crescita dei contratti di managed services classificati come "new scope". L'ISG Index del secondo trimestre 2026 ha evidenziato che quasi il 75% dei contratti di managed services aggiudicati nel trimestre rientrava in questa categoria, mentre il relativo ACV (Annual Contract Value) è aumentato del 14%.
Questo potrebbe far pensare a un'espansione del mercato dei managed services, ma ciò che sta realmente accadendo è diverso: le imprese stanno riorganizzando attivamente i propri portafogli di sourcing, consolidando i fornitori, ampliando il perimetro dei servizi e riallocando le attività per allinearsi alle priorità legate all'AI, alla modernizzazione e all'ottimizzazione dei costi. Gran parte di questa attività sembra riflettere uno spostamento del lavoro tra diversi provider e modelli operativi, piuttosto che una crescita della domanda di outsourcing completamente nuova. In altre parole, il mercato non è fermo, ma sta evolvendo in modo molto diverso rispetto a quanto osservato storicamente.
Previsioni globali per il 2026
Alla luce della crescita esplosiva dell'XaaS nella prima metà dell'anno (+53%) e della crescita più contenuta dei managed services (+2,7%), aumentiamo la nostra previsione di crescita annuale per il mercato XaaS di 500 punti base, portandola al 30%, mentre confermiamo la previsione di crescita dei managed services al 2,1%.
Per ottenere un quadro più completo delle attuali dinamiche di mercato, è possibile consultare sul nostro sito web la registrazione della call relativa all'ISG Index del secondo trimestre 2026, le slide della presentazione e il comunicato stampa. E, già che ci siete, non dimenticate di iscrivervi alla nostra newsletter settimanale ISG Index Insider e di registrarvi alla Global ISG Index™ Call del terzo trimestre 2026, in programma l'8 ottobre.